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Agosto
01 2022

Libano: dichiarazione dell'alto rappresentante, a nome dell'Unione europea, sulla situazione nel paese

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L'Unione europea e i suoi Stati membri restano estremamente preoccupati per la grave crisi socioeconomica in Libano e per l'impatto che essa ha su tutti i gruppi vulnerabili nel paese. La moneta nazionale ha perso quasi tutto il suo valore pre-crisi, quattro persone su cinque vivono ora in condizioni di povertà e l'elettricità è disponibile solo di tanto in tanto. Tale situazione è stata aggravata dalla pandemia di #COVID-19 e dalla crisi alimentare ed energetica conseguenza dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.

Nonostante alcuni sviluppi positivi, tra cui la firma di un accordo a livello di organico con il Fondo monetario internazionale (FMI) il 7 aprile e il tempestivo svolgimento delle elezioni legislative del 15 maggio, le autorità libanesi devono ancora affrontare molte sfide per superare questa crisi senza precedenti. La priorità assoluta deve andare all'attuazione di riforme economiche e di governance attese da tempo, nel quadro di un vero e proprio programma dell'FMI. Tale programma è l'unica soluzione praticabile e credibile per aiutare il Libano a stabilizzare la propria economia nonché per ripristinare la fiducia e fornire al paese l'assistenza necessaria per avviare finalmente un percorso di ripresa e crescita. L'attuazione del programma richiede la rapida adozione da parte delle autorità libanesi competenti delle azioni necessarie individuate nell'accordo a livello di organico raggiunto il 7 aprile.

A seguito delle elezioni parlamentari del 15 maggio e della nomina di Najib Mikati a primo ministro designato il 23 giugno, si impone ora la formazione del governo. Il parlamento, il presidente e il nuovo governo devono prendere le decisioni necessarie per far fronte alla crisi senza precedenti che attraversa il paese. Di fondamentale importanza è anche il rispetto del calendario costituzionale per quanto riguarda l'organizzazione delle elezioni presidenziali e delle successive elezioni comunali.

L'UE è pienamente determinata a continuare a incoraggiare e sostenere il Libano affinché adotti le misure necessarie per uscire dalla crisi. Il 26 luglio il Consiglio ha adottato la decisione di prorogare di un anno il quadro relativo a misure restrittive mirate per far fronte alla situazione in Libano. Il quadro prevede la possibilità di imporre sanzioni individuali (divieto di viaggio e congelamento dei beni) nei confronti di persone ed entità responsabili di compromettere la democrazia o lo Stato di diritto in Libano — contrastando in modo persistente la formazione di un governo, pregiudicando gravemente lo svolgimento di elezioni o compromettendo l'attuazione di riforme economiche fondamentali — ovvero responsabili di gravi illeciti finanziari, compresa la corruzione. La situazione in Libano è oggetto di un riesame costante. La decisione di prorogare il quadro mira a prevenire i rischi di un ulteriore deterioramento della situazione e a trovare una via d'uscita dalla crisi.

L'UE e i suoi Stati membri ricordano inoltre che il 4 agosto saranno trascorsi due anni dalla devastante esplosione nel porto di Beirut che ha causato la morte di oltre 220 persone. A fini di giustizia e di responsabilità, le autorità libanesi devono ora consentire che le indagini sulla tragedia, ripetutamente ostacolate e ritardate, riprendano e producano risultati, senza interferenze.

Le autorità libanesi e la comunità internazionale devono continuare a collaborare sulla complessa e impegnativa questione dei rifugiati siriani in Libano. L'UE e i suoi Stati membri elogiano la generosità del Libano, ma invitano le autorità del paese a evitare una retorica fonte di divisioni e ad agire in modo costruttivo a questo riguardo. Ribadiscono la propria posizione secondo cui il diritto internazionale umanitario e il principio di non respingimento quale definito dall'UNHCR devono essere rispettati. L'UE e i suoi Stati membri continueranno ad adoperarsi per affrontare le cause alla base della crisi dei rifugiati e degli sfollamenti conformemente alla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in modo da consentire ai rifugiati siriani di rientrare volontariamente in patria, in modo sicuro e dignitoso, conformemente alle norme dell'UNHCR. In Siria non esistono ancora le condizioni per un ritorno sicuro, volontario e dignitoso dei rifugiati e degli sfollati, compresi gli sfollati interni. Spetta pertanto al regime siriano agire al riguardo per creare tali condizioni.

L'UE e i suoi Stati membri accolgono con favore le discussioni in corso tra il Libano e Israele sulla delimitazione dei confini marittimi. Una soluzione negoziata contribuirebbe alla stabilità e alla prosperità della regione. Incoraggiamo le parti a dialogare in modo costruttivo e in buona fede.

L'UE e i suoi Stati membri mantengono il loro impegno a continuare ad assistere il Libano in questo momento di necessità. Dal 2011 l'UE ha fornito sostegno per circa 2 miliardi di EUR, di cui oltre 1 miliardo di EUR destinato specificamente ad affrontare l'impatto della crisi siriana in Libano mediante il sostegno ai rifugiati provenienti dalla Siria e ai libanesi vulnerabili. Di recente l'UE ha rafforzato il suo impegno nel paese fornendo 20 milioni di EUR di finanziamenti umanitari supplementari e 25 milioni di EUR a favore della sicurezza alimentare e della resilienza. Incoraggiamo altri partner della comunità internazionale che condividono gli stessi principi a dialogare in modo costruttivo e ad aiutare il Libano a uscire dalla crisi. Tuttavia, è essenziale che i leader libanesi pongano al primo posto l'interesse dei loro cittadini e realizzino le riforme necessarie, e che lo facciano con la massima urgenza.

Source by Consiglio Unione Europea


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